ABOUT ME


Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici. Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.


ABOUT THIS BLOG


E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina?
Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..

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SPAZIO FOLLIE


Chi vive senza follie non è poi così saggio come crede..

[La Rochefoucalt]


Fino ai diciotto anni tutti scrivono poesie e che da questa età in poi ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini.
[Benedetto Croce]

Io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che in quanto forma d'arte mista mi consente delle scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa.
[Fabrizio De André]


Se una mattina ti svegli e vedi il sole, o sei morto o il sole sei tu.
[Jim Morrison]


Dio è un uomo senza difetti, per questo non può essere più onnipotente di noi.


Un normale nemico è prevedibile. Guardati dai pazzi, dai folli: a costoro non sai mai cosa possa venire in mente.



In argot francese "leggere" si dice ligoter, che vuole anche dire "incatenare".
Nel linguaggio figurato un "grosso libro" è un mattone.
Scogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.
[Daniel Pennac]


Berluscounter!


Ho da riorganizzarmi questo spazio U.U attendete, attendete..


CREDITS


Layout & header image: Valentina
[Giusto qualche modifica fatta da me]
Template avalaible on:
Noire Gallery


YOU ARE A PINKY


You are fiercely independent
Possibly downright weird.
A great communicator
You can get along with almost anyone.
You are kind and sympathetic. You support all your friends
and love them for who they are.

You get along well with: The Ring Finger

Stay away from: The Thumb


[martedì, 25 novembre 2008]

Con la mia divisa cetriolo io..

Io amo CapaRezza. Non so di quanto ne siate coscienti. E andrei in giro saltellando e cantando.

E poi ho sognato di essere a Gardaland, ma non sono riuscita a salire su nessun'attrazione. E volevo andare nella sezione "Monkey Island". Dovrei scrivere un articolo su Monkey Island. E uno con qualcosa che riguardi gli anni '20. E devo fare i compiti, ma quelli puzzano. Puzzano di cadavere frammisto a vermi redivivi che brulicano dentro il corpo morto e i buchi di un formaggio di fossa. E non vi ho reso abbastanza il disgusto che provo nei loro confronti. E la Rotonda del Palladio mi guarda e mi chiede di essere colorata. Mentre i circuiti elettrici più mi guardano più mi esimiano dall'interesse per loro. E allora domani andrò a G.A.N.Z.O. e dopodomani ci sarà la simulazione della Terza Prova e forse rivedrò Tato. Che è un goccio di miele e deve stare attento all'impasto di biscotti che lo vuole come suo ingrediente. Mentre il melograno era acido e la mela verde buona a sugosa. Come quella della pubblicità della Mentadent. Ona.

Tanta nanna a tutti voi. E dormite bene, o si apre la voragine e andrete tutti dritti a Belzebù.

Asyetta ..scribacchiando alle 21:28
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[giovedì, 20 novembre 2008]

di Ferdinando Nicola Sacco.

Ti convincono, prima di partire, che la tua sorte sarà migliore della loro,
che andrai in un Paese dove crescono alberi di oro zecchino
ai lati di strade lastricate d’oro.

Ti dicono che andrai a vivere in un sogno, e che basta salire su una nave per raggiungerlo.
Loro rimangono indietro, con i volti che svaniscono al di là del mare, finché non ti ritrovi in America. Ma non è il regalo che ti hanno promesso: qui all’inizio tutti ti ignorano, e se non ti va così bene ti maltrattano. Avevo le mie scarpe, e sognavo di confezionarle per i ballerini del cinematografo, che d’altronde arrivavano proprio dall’America. Invece sono finito in un capannone e un opificio, tra tomaie e suole annerite, tutte meramente uguali: ed era la mia unica alternativa. Il sogno seppellito sotto la fuliggine assordante della catena di montaggio.
Finché il morente e prigioniero non iniziò a liberarsi dalla cenere che lo ricopriva, negli occhi di Rosina. Lavoravi nel quartiere italiano, in mezzo a tutti quei volti spenti per ricordare loro il sogno che li aveva spinti a venire qui. Ed io ero fortunato: ad ogni commissione che svolgevo per conto del supervisore passavo davanti alla tua bottega, e anche se il capo americano non mi pagava per questo e al ritorno mi trattava peggio perché recuperassi il tempo perduto, mi offrivo lo stesso, per poterti vedere. Per ammirare i tuoi sorrisi, nascosti dietro alle tue labbra, eppure splendidi in mezzo alla disillusa espressione dell’altre persone.
Ed io sono fortunato, perché domani dovrò ancora andare a lavoro in quella fabbrica ma a sera non tornerò in una soffitta, tornerò da te, dalla tua luce, nel giardino che circonda la nostra casetta.
Riviva allora la vita, e per due volte: il primo giorno che ti ho incontrata e oggi, perché da ora potrò vederti sempre. Se arrivare oltre l’oceano per vedere le mie speranze dissolversi al primo piede posato qui è servito a incontrare te, allora ne è valsa la pena: di sogno me ne è stato regalato un altro, e sono più felice di quanto avrei mai potuto essere.

Oggi manca solo mio fratello: è tornato in Italia tre anni fa, ma se Sabino fosse qui sorriderebbe, la sua delusione nei confronti dell’America si nasconderebbe, vedrebbe che è sempre possibile fare qualcosa. L’esistenza può rimanere intrappolata tra artigli grigi, ma senza fuggire può liberarsene, lottando per vivere.
Rosina, insieme abbiamo liberato la vita in un giardino che sembra lastricato d’oro, e risplende ad occhi altrui. Ma io non mi fermo qui: voglio che crescano gli alberi, e che anche gli altri possano coglierne gli zecchini. Voglio che tutti abbiano una possibilità. Davanti a questi invitati, prometto che cercherò di migliorare l’esistenza: perché i figli che avremo non debbano ammirare un sogno che scompare, costringendoli a brancolare per ritrovarlo, ma possano riceverlo come nostro regalo.

Con queste parole, io ti sposo.

Asyetta ..scribacchiando alle 15:03
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[mercoledì, 19 novembre 2008]

Voglio dare vita a ciò che scrivo.

Nel frattempo andrò a giocare con il fuoco.

Asyetta ..scribacchiando alle 13:44
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[mercoledì, 12 novembre 2008]

Non è ancora un abandonware questo blog.
Perciò esentatevi dal cancellarlo dalle vostre liste.
E' così silenzioso e vuoto, neanche la balla di fieno dei film western rotola più.
Qualcuno ha sentito un fantasma che fa cincischiare le sue catene a motivo della scomparsa degli avventori?

No, è solo colpa di un grande sonno. Se vi abituate alla fioca luce che qui c'è - l'olio delle lanterne non è stato più rifornito, e la pioggia rende tutto più scuro - forse riuscite a immaginare la mia figura addormentata.
Non è la bella, sono solo io. Una lasagna, o un vermegatto, come mi ha definito qualcun altro. Lasciatemi dormire, non c'è speranza. Sempre sia lodato l'ozio. E se vi manco, magari una scossetta me la potete dare.
Se siete nobili avrete risposta. Non prendetevela se vi trascuro, è colpa della carenza di elettricità in me.

Asyetta ..scribacchiando alle 14:01
Qualcuno ha forse lasciato commenti (1)?


[lunedì, 03 novembre 2008]

Lo so che non ci sono.
Abbiate a perdonari la mia assenza, vossignurì.
Verrà il giorno in cui risorgerò.
Ma non questa settimana.
Nel frattempo, ascoltate Sweet child o' mine.

Asyetta ..scribacchiando alle 14:43
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[domenica, 02 novembre 2008]

Per la serie: è impossibile arrivare a Lucca Comics all'orario che ti eri prefisso, con il treno che avevi designato come tuo destriero.

Asyetta ..scribacchiando alle 18:32
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BLOG ARCHIVIO
AMORE E ODIO

Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.

Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola

 

COLLEGAMENTI
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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.