ABOUT ME


Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici. Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.


ABOUT THIS BLOG


E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina?
Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Visitatori:
*loading*

SPAZIO FOLLIE


Chi vive senza follie non è poi così saggio come crede..

[La Rochefoucalt]


Fino ai diciotto anni tutti scrivono poesie e che da questa età in poi ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini.
[Benedetto Croce]

Io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che in quanto forma d'arte mista mi consente delle scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa.
[Fabrizio De André]


Se una mattina ti svegli e vedi il sole, o sei morto o il sole sei tu.
[Jim Morrison]


Dio è un uomo senza difetti, per questo non può essere più onnipotente di noi.


Un normale nemico è prevedibile. Guardati dai pazzi, dai folli: a costoro non sai mai cosa possa venire in mente.



In argot francese "leggere" si dice ligoter, che vuole anche dire "incatenare".
Nel linguaggio figurato un "grosso libro" è un mattone.
Scogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.
[Daniel Pennac]


Berluscounter!


Ho da riorganizzarmi questo spazio U.U attendete, attendete..


CREDITS


Layout & header image: Valentina
[Giusto qualche modifica fatta da me]
Template avalaible on:
Noire Gallery


YOU ARE A PINKY


You are fiercely independent
Possibly downright weird.
A great communicator
You can get along with almost anyone.
You are kind and sympathetic. You support all your friends
and love them for who they are.

You get along well with: The Ring Finger

Stay away from: The Thumb


[martedì, 29 aprile 2008]

Ecco, è scoppiato. E' questo che volevo? Spingo sempre i sassolini sui cigli dei burroni per vedere quanto sono disposti ad avanzare prima di cadere. Ma è giusto metterli così alla prova? Prima o poi cadranno. I sassolini sono tanti, le persone un po' di meno (d'accordo, ci aggiriamo sui sette miliardi, e tanti sassolini sul ciglio di un burrone dovrebbe essere difficile trovarli.. ma non fate i puntigliosi.)

Voglio una casa arredata da Kubrick.
Voglio un viaggio a Disneyland.
Voglio leggere un altro libro di Pennac.
Voglio mangiare un uovo sodo.
Voglio fare i biscotti con Simone.
Voglio incartare regali per i lettori del mese insieme ad Annick.
Voglio riscrivere i fumetti di Minnie insieme a Serena.
Voglio andare con Laura sulla stessa bicicletta.
Voglio recitare insieme a Mark.
Voglio andare a G.A.N.Z.O. insieme a Gibby.
Voglio stare a pancia in giù sulla sabbia.

Asyetta ..scribacchiando alle 21:30
Qualcuno ha forse lasciato commenti (2)?


[lunedì, 21 aprile 2008]

Muff.

Avete presente quando il fumo sbuffa fuori e poi si arricciola?

Muff.

Asyetta ..scribacchiando alle 14:10
Qualcuno ha forse lasciato commenti (1)?


[venerdì, 18 aprile 2008]

Il tempo di dormire è tornato.

Il soffitto del Pantheon è una semisfera a cassettoni di metri e metri di diametro. Al centro c'è un disco aperto: passanovi le nuvole. E se piove? Guardando verso l'alto, contro la volta, cadono le goccioline. Paiono scintille, e vorrebeci una musica di sottofondo, a tempo dei passi delle persone che hanno iniziato a ballare.
E ti senti piccolo piccolo, come dentro ad una favola.

Dentro San Pietro no. San Pietro è molto più ampia, tra lo sfarzoso e il maestoso. Anche lì dentro devi camminare a naso per aria, e camminare ancora più a lungo per vederla tutta. Eppure non c'è quel senso di piccolezza. E' così grande, eppure è a misura d'uomo. Mi dispiaceva pure fare le foto.

Siamo troppo abituati alle immagini. E invece pensate a un attimo di camminare qualche secolo fa ed imbattervi in una scultura o un quadro. Avrebbero destato ancora più meraviglia - se possibile - di quella che proviamo oggi.

Ho visto statue del Bernini, sono di marmo, eppure appaiono morbide e alle volte sfoglie trasparenti. E vivono d'armonia, si muovono nella loro staticità.

Comunque, a Roma c'è troppo traffico.

Asyetta ..scribacchiando alle 15:28
Qualcuno ha forse lasciato commenti ?


[venerdì, 11 aprile 2008]

Morte di un poeta.

Arouet stavasene sdraiato sul giaciglio, quell'enorme baldacchino che occupava un'intera stanza dell'epoca e dove si ricevevano le visite. Rispetto agli altri parigini, ei non viveva in una casa buia e messa in ombra dagli stupefici del barocco: essendo un illuminista, aveva ben pensato di allargare la finestra, per coerenza con la nuova corrente di pensiero. Era rimasto qualche calcinaccio nella stanza, ma poco importava: aveva ottenuto uno scorcio sulla città (e stando all'ultimo piano godeva di un'ottima vista, c'è da aggiungere) e tutta la luce che voleva. Ma il freddo non doveva avergli giovato quanto l'aria corrente aveva fatto con le idee.
Come dovreste ricordare dall'inizio della storia, Arouet era a letto, e questo perchè si era ammalato. Il suo volto era diventato Candido, ma negativamente per lui non aveva lo stato di salute migliore degli stati di salute possibili. Non aveva più neanche la forza di sollevare la sua piuma d'oca - o fioretto, come la chiamava lui - per difendersi. Ella giaceva riversa accanto al baldacchino, sullo scrittoio, sporca del sangue nero degli scrittori. L'inchiostro si era rovesciato, ed aveva finito di scorrere lungo il ripiano ligneo disegnando un rivolo scomposto.
La maggioranza del popolo francese era cattolico, e le usanze vi si adeguavano. Arouet questo non lo aveva fatto. Aveva paragonato Dio ad un Essere Supremo, e i cattolici a fanatici superstiziosi. Tuttavia, gli avevano mandato un prete per l'estrema unzione. Il curato era imbellettato in tutta la sua figura: portava in testa un cappello, aveva le guance arrossate e un librone sotto il braccio. I genitori l'avevan chiamato Lodovico, e al momento di prendere i voti si era ribattezzato François in nome del Signore. (Ma all'epoca in cui si svolsero i fatti il Manzoni ancor non era nato, e noi non descriveremo la vita del personaggio prima di metterlo in scena: fermatevi qui, e lasciatevi guidare dalle azioni). Padre François saliva le scale per arrivare all'appartamento di Arouet, contando scalino per scalino quanti passi aveva fatto. Giunse alla porta e bussò senza entrare, finchè un domestico non venne ad aprirgli. Fu condotto al baldacchino. Lanciò un'occhiata al buco nel muro, inarcando un sopracciglio: si avvicinò allo scrittoio intenzionato a posarvi il libro, ma l'angolo che già il suo sopracciglio faceva divenne più acuto alla vista di tutto quell'inchiostro. Gli uomini non avrebbero dovuto poter scrivere, le uniche scritture avrebbero dovuto essere quelle con la S maiuscola. Pensò tutto questo in pochi attimi, poi si avvicinò all'ammalato.

Blasfemo, sussurrò il prete. Vi siete deciso a rinnegare Satana in letto di morte, per Dio nostro Signore grande e misericordioso? Il padre iniziava ad alzare il tono di voce, e se ne compiacque. Continuando la predica si mise in punta di piedi: Le vie della vita sono infinte, non continuate a battere quelle del peccato! Non perpetrate l'amicizia con il diavolo, non perseverate! Abbracciate Dio, allontanatevi da Mefistofele.
Il blasfemo sussurrava qualcosa, ma non aveva abbastanza forze per eguagliare la voce del prete. Si voltò verso di lui, ne prese lo sguardo. Arouet era così riuscito a zittirlo.
Arouet non avrebbe rinnegato niente. Lasciare il Diavolo per Dio.. Non mi sembra il caso di farmi proprio adesso un nuovo nemico, aveva risposto semplicemente al prete. Ma per Dio! (sarebbe stato il caso questo che lo esclamassero entrambi, l'ammalato di fronte all'estremo untore, il prete zittito tornandosene a casa). Scendendo i gradini, il curato non si preoccupava più di contarne il loro numero. Avrebbe nominato Dio invano, ma pensandoci, gli amici che si era scelto per vocazione non l'avrebbero apprezzato.
Piacciavi pensare che così si spensero le ultime parole di Arouet: nel suo sorriso dopo aver distrutto quel sopracciglio indignato e accusatore, nell'ultimo raggio aranciato che lo colpì, attraversando la finestra scalcinata, un istante prima del tramonto.


Perdonate la lettura favolistica della storia, probabilmente i fatti non si svolsero realmente così. Per quanto riguarda le citazioni, tante volte se ne fanno proverbi e sono state messe in bocca ai personaggi senza che questi le abbiano mai pronunciate. Vi dico questo perchè Arouet si sarebbe battuto per farvi esprimere la vostra opinione, quand'anche le vostre idee fossero state contrarie alle sue. E se riconoscendo il personaggio nello pseudonimo di Voltaire, mi aveste accusato di calunnia, la suddetta sarebbe stata un'apologia.

Asyetta ..scribacchiando alle 22:56
Qualcuno ha forse lasciato commenti (2)?


[mercoledì, 09 aprile 2008]

Le mie ragioni.

Rieccomi qui. Il tentativo di "secondo-blog-alternativo-per-un-periodo-di-tempo-determinato" è sfumato. Per amore della tecnologia, che mi ha piantato il pc per una settimana. La mia idea prevedeva la vita mensile di un blog dallo sfondo giallo, i titoli arancioni e i post rossi scuri, un paio di margherite e una coccinella.
Chiamavasi Polka-Dot, che è il motivo inglese per dire "Pois". Un mese per un post ogni giorno, che interrotto per una settimana mi ha mandato a rotoli il progetto. Sono una perfezionista, e se le cose mi vengono male le butto e mi propongo di ricominciare a giorni futuri. Ho appena avuto l'apparizione su MSN di un tizio con la pettinatura di Pocahontas e il nickname tale "Your Monkey". Questo fa girare le cose.
Da oggi si ritorna a questo blog, al buon vecchio Fireworks, che una volta ebbe nome di Re Longimirante III e prima ancora "Blog mio", per evidenziare le mie manie di possesso. Perchè? Perchè credo nelle coincidenze. Ecco, non è che ci speri proprio, eh. Però a volte le cose tornano così perfettamente da pensare che ci possa essere qualcuno che ride alle nostre spalle per le vie che ha incrociato.
E questo essere è la Cosa-che-sta-a-Nord-Ovest (Sì, stasera è il post delle-parole-coi-trattini, ma penso le abbiate già notate). La Cosa-che-sta-a-Nord-Ovest è tale perchè tre stelle cadenti nella stessa notte puntarono nella stessa direzione. Mica li ricordo i desideri espressi, ma le meteore sì. C'era un programma, Meteore, quando ero piccola in tivù. Era uno dei soliti pattumi che ambulano per la sfera catodica, sì. Ma penso che per oggi possa bastare, e di avervi convinto che tutto sommato fatico a tagliare le radici con il passato.
Sono incostante, ma se avessi intenzione di cambiare dovrei farlo poco dopo aver iniziato la cosa: soffro di nostalgia.

Asyetta ..scribacchiando alle 21:26
Qualcuno ha forse lasciato commenti (1)?

BLOG ARCHIVIO

Archivio mensile:
oggi
dicembre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004


AMORE E ODIO

Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.

Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola

 

COLLEGAMENTI
DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.