ABOUT ME


Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici. Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.


ABOUT THIS BLOG


E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina?
Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..

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SPAZIO FOLLIE


Chi vive senza follie non è poi così saggio come crede..

[La Rochefoucalt]


Fino ai diciotto anni tutti scrivono poesie e che da questa età in poi ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini.
[Benedetto Croce]

Io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che in quanto forma d'arte mista mi consente delle scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa.
[Fabrizio De André]


Se una mattina ti svegli e vedi il sole, o sei morto o il sole sei tu.
[Jim Morrison]


Dio è un uomo senza difetti, per questo non può essere più onnipotente di noi.


Un normale nemico è prevedibile. Guardati dai pazzi, dai folli: a costoro non sai mai cosa possa venire in mente.



In argot francese "leggere" si dice ligoter, che vuole anche dire "incatenare".
Nel linguaggio figurato un "grosso libro" è un mattone.
Scogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.
[Daniel Pennac]


Berluscounter!


Ho da riorganizzarmi questo spazio U.U attendete, attendete..


CREDITS


Layout & header image: Valentina
[Giusto qualche modifica fatta da me]
Template avalaible on:
Noire Gallery


YOU ARE A PINKY


You are fiercely independent
Possibly downright weird.
A great communicator
You can get along with almost anyone.
You are kind and sympathetic. You support all your friends
and love them for who they are.

You get along well with: The Ring Finger

Stay away from: The Thumb


[mercoledì, 30 gennaio 2008]

Storia di una mela.

Era una mela ed era verde, anche se il colore in cui la vedete scritta è blu. Sarebbe stata incosciente della sua sorte, se fosse semplicemente stata su un piattino del bar: ma non era solo lì, era anche in una pagina. E mentre le parole si perdevano in considerazioni tanto didascaliche da far sembrare il lettore quasi uno sciocco, la mela si chiedeva quanto oscuro avesse potuto rivelarsi il suo presagio.

Andò in analessi, saltò un rigo e vide cosa stava accadendo qualche minuto prima a due ragazze fuori dal bar. Una aprì le virgolette, chiedendo all'altra "Mi compri una mela?" La seconda annuì, aprì la porta e, parola dopo parola, alla settima arrivò al bancone.
 Il tempo si riunì nel paragrafo successivo. Una rosea mano afferrò la mela, che avvertì, insieme all'ammonimento inflitto alla penna, che la storia avrebbe dovuto concludersi a breve.

Solo il tempo di saltare un rigo, per aggiungere un po' di tensione alla vicenda. Il coltello calò sulla me-la, ormai divisa in sillabe, oltre che in due.

Asyetta ..scribacchiando alle 19:35
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[domenica, 27 gennaio 2008]

Forse questo non dovrebbe stare su un blog.

Siamo alla pista da pattinaggio, e sono tutti lì. Annick si lamenta di quanto i pattini siano un'invenzione malefica, paragonabile a quella di Linux. A Gibby non appena sente la parola "Linux" si illuminano gli occhi, e cerca qualcuno che gli dia del filo con cui intessere un discorso sugli ultimi aggiornamenti del software del pinguino - anche se con scarsi risultati. Giulia e Giulia vanno mano nella mano cercando di tenersi stretto un po' di precario equilibrio. Paolo è caduto a terra ma non gli importa: ha trovato una scusa per esibre tutta la sua collezione di risate, tanto ha appurato che non si alzerà più. Sofia sta tranquillizzando Annick, con la sua vocina da bambina piccola, rassicurante come quella di una mamma. Serena rincorre Alessandro con epiteti poco carini, tentando di mettergli il ghiaccio nel colletto del maglione, ma lui è troppo difficile da raggiungere.
Io sono qui dietro, le mani sui tuoi fianchi. E non fare quella faccia, lo so che non ti piace pattinare e che hai paura di andare veloce perchè non sai frenare, ma non preoccuparti, non ti lascerò scivolare via.
...Ti sembra che qualcuno possa odiarti?

Asyetta ..scribacchiando alle 14:28
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[domenica, 27 gennaio 2008]

Prima di andare via.

Entro nella stanza
e sono là
dove sono sempre
mia madre, mio padre, mia sorella e mio fratello.

Mi inginocchio
e metto l'ultimo ciocco nel camino
questo è quel che mi ricorderò
nessuno guarda
non si dice niente
ognuno ha il proprio posto
le proprie occupazioni
nell'ora tranquilla
prima di dormire
vedo le mani di mia madre che tengono un libro
e la stanza è piena di calore, di amore e di fiducia

ma non basta.


Mi inginocchio
e metto l'ultimo ciocco nel camino
nessuno guarda
non si dice niente
così è stata ogni sera della mia vita.

Asyetta ..scribacchiando alle 12:59
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[martedì, 22 gennaio 2008]

Seduta sul ciglio della scogliera.

Dondolo i piedi metri e metri più in alto rispetto al mare. Potrei agitare i pensieri in mezzo al vento in tempesta, e lasciare che sia quest'ultimo a trasportarli per le righe del blog. C'è qualcosa che li ferma, anche se vento ce n'è, e non è una semplice brezza. E' travolgente e sferza intorno alla mia testa: solitamente traballerei, eppure ora resto immobile. Che si siano formati ghiaccioli tra un'articolazione del collo e l'altra? Non fa ancora così freddo (..anche se qualche grado Celsius in più non mi dispiacerebbe). Sto cercando di capire perché non mi smuovo, e forse è questo a bloccarmi ancora di più. E se provassi a saltare giù? Adesso i pensieri non contano.


[ Piccola parentesi, per una persona non più tanto piccola.
Ieri era il compleanno di Simone. ]



Fede non può venire a dirmi che domani non c'è Ganzo, non può evaporare così la mia iniezione di vita settimanale. Frattanto che spero non arrivi notizia tanto inaspettata, leggerò un po' di Istanbul.

Asyetta ..scribacchiando alle 19:08
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[mercoledì, 16 gennaio 2008]

Palline.

Immagina la vasca delle palline colorate dove ti lasciavano mamma papà per far compere senza il tuo saltellare annoiato dietro.
Tra quelle c'è una una pallina, una sola ed è nera, chi la trova avrà un premio. Forse non esiste, e tutti si perdono a rincorrere un desiderio che non afferreranno mai. Però quel desiderio avrà dato essenza alla loro vita.

Adesso immagina che le palline siano tutte nere: mettermi lì dentro sarebbe il modo più rapido di uccidermi.

Asyetta ..scribacchiando alle 22:38
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[martedì, 15 gennaio 2008]

Le braccia di Morfeo.

I bambini piccoli quando hanno sonno piangono, senza alcun altro motivo. Il suono della parola "piccolo" dà sicurezza, come certe persone: non le vedi in volto, eppure ti basta la loro idea per tranquillizzarti. Un gatto acciambellato ti lecca ruvidamente le dita per un po', dopo ti morde perché ha sonno. Questo blog si fa sempre più addormentato, deve essere stato conquistato da un piumone. Altro che fuochi d'artificio colorati, qui sta diventando l'Aurora guardata da sotto le lenzuola su una spiaggia di fine Luglio, reduce da una notte insonne. Buon giorno splendore delle stelle. Ma perché diamo il buon giorno alle stelle? Se ci sono anche loro vuol dire che è notte. Sono oscura e confusa, forse è meglio tornare domani.

Asyetta ..scribacchiando alle 23:04
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[domenica, 13 gennaio 2008]

Gennaio dolce dormire.

Non è molto più sonnoloso Gennaio di Aprile? Quando compi una settimana di scuola, dopo le due di sonno ricevute come regalo di Natale? Tornerei volentieri a letto, eppur c'è da finire di studiare. Credo andrò prima a bere un po' di the, e mangiare marmellata. Niente di drammatico, esasperante, frenetico, veloce o disperato oggi. Solo l'avvistamento di un cuscino in navigazione, al cui timone sta un orsetto di peluche, mi distoglierà dal torpore. Il tempo di abbordare il galeone e andare all'arrembiaggio, che mi sarò riaddormentata, senza neanche smettere di sognare.

Asyetta ..scribacchiando alle 16:50
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[mercoledì, 09 gennaio 2008]

La spada di Walter

C'era una volta una rana, che abitava su una casetta in un'isola, su quell'isola non c'era nessun altro e la rana non aveva mai conosciuto nessuno. Salendo le scale della sua casetta, ebbe una rivelazione. La rana realizzò che tutti devono morire e che presto sarebbe toccato anche a lei. Pensò che fosse la voce della sua coscienza, in realtà era un vecchio saggio, l'altro abitante dell'isola, che le disse: "Recati alla spiaggia, ci sono delle persone che hanno bisogno di aiuto". La rana prese il sentiero che andava dritto dritto dalla sua casetta alla spiaggia, dove c'erano Mariangela e Piero, genitori di un bambino che stava per morire. La murena che abitava sotto la spiaggia aveva maledetto quegli umani perchè con la pesca avevano ucciso tutte le murene sue figliolette. La murena aveva detto ai genitori che il loro bambino si sarebbe salvato solo se avessero usato il suo sangue come pozione per guarire il figlio. Nel frattempo la rana aveva trovato incisa una carta topografica sul sentiero che indicava un tesoro, ma si ricordò della sua missione e andò avanti. Quando la rana arrivò alla spiaggia, incontrò la famiglia, e Piero le disse che per salvare il loro bambino avrebbe dovuto ritrovare la spada di Walter. Che fine avesse fatto quella spada, però, era ambiguo. Il signor Walter era morto in duello, e la sua spada era stata presa da Re Girolamo, che abitava in un'altra isola. Re Girolamo, dopo aver sconfitto Walter, aveva trasformato la sua spada, con un anello magico, in un potentissimo scettro. La rana andò sull'altra isola, dove recuperò la spada di Walter trasformata in scettro, ma anche l'anello di Re Girolamo, perchè comprese che tutto il suo potere veniva da lì. Quando si infilò l'anello scoprì che purtroppo era una trappola, e venne magicamente portata in un'arena per animali. In quest'arena incontrò l'amico leone, che le dette la chiave per aprire l'anello e tornare sulla propria isola. La rana arrivò sulla spiaggia dove erano Piero e Mariangela, ma lo scettro era troppo pesante per lei, e non riusciva a sollevarlo. Allora una vecchia uscì da dietro uno scoglio e le disse di recarsi su un'altra isola per imparare a usare lo scettro. Su quest'isola, dove la rana andò a nuoto, c'era un villaggio dove abitava una chiaroveggente. Lei promise alla rana la forza di usare lo scettro in cambio di prestazioni sessuali: la veggente trasformò la rana in un affascinante e abbronzato principe, e si innamorò di lui. La rana-principe si ricordò però del bambino, e abbandonò la veggente per tornare sulla propria isola. Qui affrontò la murena con lo scettro, ma quando la uccise questa riprese la sua forma umana, e si rivelò essere la veggente. L'incantesimo era rotto e il bambino si salvò, ma la rana morì per il dolore.



P.S. E scusate se ho scordato qualcosa XD

Asyetta ..scribacchiando alle 21:03
Qualcuno ha forse lasciato commenti (2)?


[lunedì, 07 gennaio 2008]

Beat generation.

Immaginati su una barca su un fiume, con alberi tangerini e cieli di marmellata, qualcuno ti chiama e tu rispondi piuttosto lentamente, una ragazza che ha per occhi un caleidoscopio.
Fiori in cellophane di giallo e di rosso torreggiano sopra la tua testa.
Cerchi la ragazza con il sole negli occhi ed è andata via.
Seguila giù da un ponte a una fontana dove cavalli a dondolo mangiano torte di marshmallows.

Tutti sorridono perchè trasporti fiori che crescono tanto alti.
Tassì di giornali appaiono sulla riva, aspettando di portarti via: arrampicati dietro con la tua testa fra le nuvole e sei andato via.

Immaginati su un treno in una stazione, con birra di plastilina cercando occhiali da legare,

improvvisamente qualcuno è qui nel tornello: La ragazza che ha per occhi un caleidoscopio.

Asyetta ..scribacchiando alle 15:45
Qualcuno ha forse lasciato commenti (1)?

BLOG ARCHIVIO
AMORE E ODIO

Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.

Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola

 

COLLEGAMENTI
DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.