| ABOUT ME |
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Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici.
Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.
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| ABOUT THIS BLOG |
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E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina? Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..
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Layout & header image: Valentina
[Giusto qualche modifica fatta da me]
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YOU ARE A PINKY |
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You are fiercely independent Possibly downright weird.
A great communicator You can get along with almost anyone.
You are kind and sympathetic. You support all your friends and love them for who they are.
You get along well with: The Ring Finger
Stay away from: The Thumb
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[martedì, 25 dicembre 2007]
Auguri?
Giusto perchè non ho idea di cosa postare,
giusto perchè è Natale,
giusto perchè odio abbandonare questo posto
anche quando
realizzo che non ha uno scopo preciso.
Asyetta
..scribacchiando alle 21:57
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[martedì, 18 dicembre 2007]
Sigari Cubani.
Quella mattina la periferia si era svegliata prima del solito, per riversarsi nella polvere della piazza. Non era un sobborgo favolesco dove gli abitanti passano la maggior parte del loro tempo per strada, conoscendo i vicini più che se stessi, ma un grigio agglomerato urbano nel caldo dei dintorni de L'Havana. A riunirli tutti insieme nonostante la comune diffidenza era stato il richiamo di un bardo moderno, cantore delle nuove cittadine e dell'epopea dei personaggi più in vista della capitale cubana, che portava ogni mese un po' del respiro dell'aristocrazia in mezzo a tutta quella polvere.
"L'imperatore del Tabacco, emperador Himenez, cede al rintocco della vecchiaia. Dall'eredità ha escluso i figli in linea diretta, aspetta l'ultimo suo giorno per dichiarare il successore"
Quello stesso pomeriggio Himenez rigirava il sigaro fra pollice e indice, cercando di ricostruire l'immagine spezzata dalle veneziane che oscuravano la finestra del proprio ufficio. La porta si aprì, e Manuel apparve sulla soglia, con il suo mento sempre di fretta e la fronte imperlata di sudore. "Zio, mi hai fatto chiamare?"
Himenez si voltò, e fece cenno al nipote di sedersi.
[Non è divertente fare lo scrittore senza complicarsi la favola? Io so già che filo seguirà l'ordito di questa storia. Però sappiate che nello svolgimento avranno parte un mago a cavallo di un'aspirapolvere e un mago cattivo che in realtà è il padre del mago buono, mentre Manuel diventerà l'erede di Himenez.]
Perchè sono nervosa.
Di solito le persone urlano quando sono nervose, non piangono.
Piango perchè mi fermo prima di urlare.
Riscrivo le cose che accadono e mi distruggono con cinismo. Però questo mi tranquillizza. Sono una figura inquietante.
[P.S. Ho evitato il Cozza, tiè!]
Asyetta
..scribacchiando alle 16:18
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[lunedì, 17 dicembre 2007]
Freddo.
Non va la caldaia, ecco tutto. Fa acqua.
Asyetta
..scribacchiando alle 21:23
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[martedì, 04 dicembre 2007]
Fiaba Orientale.
Un serpente avvolge la vittima tra le sue spire prima di colpirla: così aveva fatto Maisha stordendo e stringendo a sé ogni uomo prima di avvelenarlo e rubargli l'anima.
Con Tayeb era andata diversamente, era stata lei a sentirsene attratta: l'incantamento di un guru ammalia quanto i sortilegi di una avvelenatrice, Maisha ne era consapevole e se ne difendeva grazie ad un amuleto che teneva con sè sempre, come parte integrante e indissolubile dal proprio corpo. Questo passando dalla Piazza del Mercato dove Tayeb avvolgeva le perone con le note del suo flauto non era servito a niente. Forse ad attrarle non erano state le arti magiche, inganno in cui cadevano i Semplici, ma gli occhi di Tayeb, il modo in cui le sue dita sottili si chiudevano sul flauto, il suono della voce che egli aveva usato dopo per raccontare la fiaba ai Semplici che l'avrebbero osannato.
Maisha che intesseva orditi per legare a sè gli uomini si ritrovò ad essere per la prima volta filo di seta intrecciato alle esibizioni di Tayeb, tornando ogni sei giorni nella Piazza, ad ascoltare la ricorrente musica ed il periodico sermone del guru. Quand'anche crediate che formule magiche, amuleti e filtri immunizzino una donna dall'amore, vi sbagliate. Desiderio e passione non conoscono inibizioni. Maisha seguiva Tayeb fino a casa, poggiava l'orecchio alla sua porta e lì ascoltava il guru pregare, resasi invisibile grazie ad un suo elisir, dimentica della sua vita precedente, spesa a sedurre e ingannare uomini, in cambio della suadente voce di Tayeb. Non preparava più veleni, ma cercava ingredienti per intrappolarlo: un guru è incantato e la donna che si innamori di lui difficilmente riuscirà a conquistarlo.
Confondendosi con gli altri Semplici che portavano offerte votive alla casa del guru, Maisha portava in dono il filtro finalmente pronto per cogliere Tayeb. Entrò per ultima, quando gli altri si erano già dispersi. Lui bevve - dacché ogni guru deve apprezzare il dono ricevuto - e cadde. Maisha lo avvolse, come già lui aveva fatto inconsapevolmente con lei la prima volta che l'aveva visto, bramosa di averlo, sfiorarlo e unirsi a lui. E fu diverso dall'amore che lei aveva fatto precedentemente, e Tayeb si risvegliò con la donna fra le braccia, un attimo prima di consumare la loro voluttà. Si incontrarono così la vipera che ama la propria vittima e l'uomo, stretto per la prima volta da una donna, non una Semplice cui tutti i giorni inculcava la dottrina, ma una donna vera, nuda e olivastra. Tayeb se ne innamorò perdutamente, avvicinò le labbra alle sue e le dette un bacio.
Maisha svanì, come sortilegio di cui finisca l'effetto. Solo un istante dopo lui raggelò, rendendosi conto di ciò che aveva fatto. Gli venne in mente l'avvertimento materno, e le parole di colei che lo aveva generato quando l'aveva rinnegato, impedendogli di continuare la stirpe, maledicendolo per essere diventato un guru contrariamente alla di lei volontà, incantandone le labbra e scrivendo che la donna che l'avesse baciato sarebbe svanita in un mondo surreale, altro piano dell'esistenza.
Maisha svanì, come sortilegio di cui finisca l'effetto, lasciando a Tayeb solo la bruciatura di una scintilla della loro passione. Lui si alzò, cercò il suo flauto, provò ad attrarre la sua essenza, come già una volta in Piazza era riuscito a fare. La melodia era priva di armonia, solo un pianto straziato, che avrebbe continuato ad attrarre i Semplici senza ritrovare amore.
Asyetta
..scribacchiando alle 22:55
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[lunedì, 03 dicembre 2007]
Punto interrogativo?
Ho attraversato un paio di sentieri sterrati delimitati da un filare di tulipani. Qualche volta sono passata in mezzo al bosco, il viottolo non era tracciato ed allora camminavo in una direzione senza verso. La prima strada era decisa, la seconda si lasciava trascinare dai venti. In entrambi i casi non c'era bisogno di aprire la Bisaccia, di tanto in tanto dimenticavo di averla penzolante ad un bastone portato in spalla.
Ma il bastoncino che portavo sulle spalle si è spezzato, il Fagotto è caduto in terra ed il suo contenuto è turbinato fuori. Vorticose sono uscite le Domande, avvolgendomi e confondendomi, con le loro urla ed i loro interrogativi. I percorsi univoci sono scomparsi. Adesso davanti a me ci sono solo diramazioni, una per ogni Risposta. Non che le Domande fossero troppe.. il problema sono le Soluzioni infinite. Dove vado adesso?
Asyetta
..scribacchiando alle 14:15
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[sabato, 01 dicembre 2007]
Generatore di Personaggi.
Un'avvelenatrice tagliata fuori dal mondo reale origlia ad una porta.
Un guru odiato da sua madre suona il flauto.
Il guru si è liberato di sua madre mandandola in un mondo parallelo utilizzando i di lei stessi veleni. Adesso lei è costretta in una stanza accanto ad una porta. Lì fuori sente il figlio che suona il flauto, e incanta le persone così come lei gli aveva insegnato.
Soluzione troppo facile, devo trovare un modo di mettermi i bastoni tra le ruote.
Ho un paio di stivaletti verdi.
Asyetta
..scribacchiando alle 17:28
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| AMORE E ODIO |
Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.
Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola
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