| ABOUT ME |
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Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici.
Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.
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| ABOUT THIS BLOG |
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E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina? Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..
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Layout & header image: Valentina
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You are fiercely independent Possibly downright weird.
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You are kind and sympathetic. You support all your friends and love them for who they are.
You get along well with: The Ring Finger
Stay away from: The Thumb
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[mercoledì, 28 novembre 2007]
Pigiama giama giama.
Ho preso un po' troppe volte il pullman negli ultimi tempi.
E l'altro giorno lo aspettavo alla fermata, volevo il 5: era la fermata del 5 CEP. Arriva, io salgo e lui singhiozza e ride. Perchè dovrebbe farlo? Perchè ho finalmente ceduto alle tue advances e ho preso un pullman? Dopo quella notizia sul giornale non mi va tanto di camminare da sola. No, non è questo: c'è qualcosa di strano. Mi insospettisco. "Scusi, questo è il 5 Putignano?" L'autista e i passeggeri sorridono e dicono di sì. Prevedibile, io continuo a dar la fiducia agli autobus e forse dovrei smettere. Sei tu, infame. Ci rincontriamo, 5 Putignano! Ma stavolta ti ho sgamato, non credere che mi faccia scarrozzare fino al capolinea un'altra volta. Tanti saluti e grazie, a casa ci torno a piedi.
Oggi poco fa
Sono le undici e mezzo, busso e mi apre un Frato in pigiama e vestaglia a quadri scozzesi, in perfetto stile Braveheart.
Sono tornata da scuola, sì, sono uscita prima, ho fatto il compito di storia e poi quella di chimica non c'era, ho preso il pullman, anzi due, perchè sebbene debba andare da una parte all'altra di Pisa che non è una metropoli per andare da casa a scuola non esiste una linea diretta e no, non ho le chiavi.
"Scema, la nonna non c'è, io sto uscendo, non ti avrebbe aperto nessuno"
Frato si gratta il capo spettinato, fa una giravolta in vestaglia e va a mettere il latte sul fuoco.
Certo, le condizioni perfette per uscire. Non ti sei neanche fatto la colazione, probabilmente ti ho svegliato io con il campanello.
Asyetta
..scribacchiando alle 11:50
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[mercoledì, 21 novembre 2007]
Mephistopheles.
Faust per sapere dove sia l'Inferno vende l'anima a Lucifero, sicuro di sè perchè non crede nella vita dopo la morte. Marlowe che ha drammatizzato tutto questo stava seducendo la sua abituale sbronza in taverna quando ha ricevuto una coltellata nell'occhio. Anche la rissa era abituale, eppure fino ad allora non era arrivato il suo turno di cedere l'anima al diavolo. L'altro occhio si stava per chiudere senza avvertire differenza tra il suo offuscarsi e la confusione che sempre l'aveva tormentato. Diversi dalla vita solo i rumori: non ne sentiva più uno. L'ultimo istante era senza tempo: forse Dio voleva dargliene possibilità, ma nessun pentimento era suo pensiero. Irrazionalmente, come ogni banalità umana, casta e corrotta, si era addormentato pensando all'amore.
Asyetta
..scribacchiando alle 21:56
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[martedì, 20 novembre 2007]
Odio Peter Pan perchè non posso essere io.
[Avvertenza: Ci sono note di malessere.]
Ho appena avuto un'immagine di un sogno dove c'entravano la piscina, un carrello da supermercato, il sottopassaggio che va verso il Pechino e il deposito di zio Paperone. Probabilmente ero alle medie quando l'ho sognato. Credo sia stata la canzone "Cammina solo" ad evocarla. In effetti quel cd era la mia ninna nanna, e la musica a volume uno lo sarebbe ancora se lo stereo non avesse spirato. Ci fosse ancora dormirei meglio. Meglio va adesso.
Grazie a tre parole colorate battute su una tastiera.
Asyetta
..scribacchiando alle 19:08
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[venerdì, 16 novembre 2007]
Don't know.
(ovvero)
Non c'è nulla di più scomodo che scrivere con un portatile a pancia in giù sul letto.
Libero di non crederci, ma se perdo il filo del discorso per finire di scrivere devo tornate indietro, cancellare tutto e ricominciare.
Le persone sono attratte dalla mia sciarpa, si appendono alla mia sciarpa, ci fanno le trecce e arrotolano, stringono, annodano.
Me l'avevano detto di non avvicinarmi al Collettivo in Novembre. Cercano reclute, mi hanno arruolato per fare la relatrice (argh). Questo vuol dire non avere più scuse per non andare al Collettivo (argh, argh). Meno tempo (no, dài).
Sono irrequieta, non trovo una posizione. Angst. Ho un mini cubo di Rubik nella tasca della giacca. Mia cugina ha la giacca uguale alla mia, la sua è viola pallido la mia arancione catarifrangente.
Il discorso emmessennico serale è quasi necessario quanto una telefonata. Anche se il doppino telefonico non è eguagliabile da nessuno.
La Domenica mattina è lenta e addormentata. Richiede la cornetta e la tastiera, qualche cifra e almeno tre quarti d'ora di telefonata. Le ore rotolano lente, si dipanano nel pomeriggio e ti ricordano che è il momento di fare la lezione. Eppure fuori ci sono le nuvole, e hai bisogno dell'apparecchio telefonico, o non potrai iniziare a fare niente.
Ma non è il momento questo di rotolare via, domani è Sabato, la funzione del liceale.
Anche se preferirei andare alla deriva. Perdermi ogni tanto. Per vedere le cose direttamente e perchè no, per farmi ripescare. Chissà che faccia il pescatore, una svampita così variopinta impigliatasi nella sua rete.
Asyetta
..scribacchiando alle 22:12
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[martedì, 13 novembre 2007]
Esordi.
Aveste potuto vedere dietro la barba del mercante, le sue labbra avrebbero dipinto un sorriso. Tra le braccia cullava un figlioletto addormentato, anagraficamente Theodoricus Dimble, comodamente Theo.
A un anno quello stesso frugoletto gattonava in cortile nel tentativo di infilare in bocca insetti sassolini e vegetali che incontrava sul viottolo. La madre, una piccoletta dai capelli neri, inseguiva Theo mentre le vicine, osservando la scena dalla staccionata o dalle loro finestre, sospiravano su quanto fossero rotonde le guanciotte del piccolo.
A due anni le sue prime parole furono Babbo, seguito da Sedia, Otto, Mamma e Gribby. I genitori non trovarono un significato per quest'ultima, anche se ad esser più precisi, accompagnava i momenti felici e avreste potuto scambiarla per un versetto di gioia.
A tre anni i boccoli di Theo, insieme al numero di vocaboli da lui conosciuti, era aumentato. Suo padre, di ritorno da un lungo viaggio, portò in dono un polpo in una boccia. L'amicizia tra l'animaletto a otto tentacoli e il bambino durò a lungo e forse poche altre amicizie contano fino ad oggi lo stesso valore per il nostro personaggio.
A cinque anni Theo affrontò il primo anno di scuola insieme agli altri bambini di Vinland - che, grazie alla vostra perspicacia, intenderete essere la città di residenza del pargoletto. Lo studio degli animali piaceva molto al bambino, come quello della natura e delle stelle. Al contrario di altri, non era interessato a combattere o a sfidare draghi per salvare le pulzelle, anche se è opportuno dire che dalle bambine era rimasto affascinato.
A sette anni gli brillarono gli occhi davanti ad un ospite invitato dal padre. Un alto signore dalle sopracciglia affilate e le labbra rosse, la tonaca carminia intessuta di numerosi e piccolissimi ghirigori neri, le mani piccole e sfuggenti come gli occhi, lo sguardo dignitoso e le orecchie invisibili sotto i capelli grigi. Costui faceva roteare una sfera di cristallo fra le dita, sussurrava per parlare e disegnava immagini in aria tracciando scintille dalla punta della propria bacchetta. Alla fine del colloquio con il padre era sparito in rivoli di fumo. Era indispensabile diventare come lui. Theo da grande avrebbe fatto il mago.
Asyetta
..scribacchiando alle 15:54
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[domenica, 11 novembre 2007]
Simpathy for the devil.
Perfavore, permettimi di presentarmi.
Sono un uomo di ricchezza e gusto,
ho viaggiato per anni e anni
rubando molto,
l'anima e la fede ad un uomo.
Felice di conoscerti,
spero tu abbia indovinato il mio nome,
ma cosa ti sta sconcertando,
è la natura del mio gioco.
Come un poliziotto è semplicemente un criminale,
tutti i peccatori sono santi,
le testa sono code
chiamami semplicemente Lucifero
perchè ho bisogno di una definizione.
Se mi incontri
abbi un po' di cortesia,
abbi un po' di simpatia e un po' di gusto,
usa tutta la gentilezza che ti hanno insegnato,
o corromperò la tua anima.
Hai indovinato il mio nome?
Dimmi il mio nome.
Asyetta
..scribacchiando alle 18:34
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[mercoledì, 07 novembre 2007]
Un po' di musica folk per me!
La musica aiuta un po'. Non ho capito se sono stanca o semplicemente non ho voglia. E' incredibile quante offese declamino ai danni di Giovanni Re fasullo d'Inghilterra i poveri per i quali Robin Hood ha rubato. Avido, stupido, pavido, cupido, zotico, lepido, stolido, trepido, ladro rapace e incapace. C'è da inveire contro una persona per una settimana. Eppure il leoncino che si succhiava il ditone alla parola "mamma" era adorabile. Poco della Disney non è puccettoso, in effetti. Tranne.. Cercavo un controesempio. Acci. Non c'è. C'è un piatto riso e piselli che mi attende e nel frattempo fuma le foglioline di menta che hanno usato per condirlo. Il gioco di parole "condito" "conmano" faceva parte di qualche agghiacciante freddura sui giornalini dei bambini piccoli. Oh be', andrò a cena.
Quello è datato ieri. Oggi sono felice. Oggi è mercoledì, evviva il mercoledì, il mercoledì di G.A.N.Z.O., che detto così mi ricorda il ciclo di storie dell'orrore che tentava di scrivere l'amico di Topolino nel fumetto anonimo "i mercoledì di Pippo".
Chissà perchè c'è un sasso sulla mia scrivania. Tanto con tutto il chaos che c'è neanche si nota.
Asyetta
..scribacchiando alle 19:14
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[venerdì, 02 novembre 2007]
Da qui a un anno fa.
Un particolare fisico nuovo. Le unghie lunghe.
Una parola nuova. Affogaggine.
Una persona nuova. Simone.
Una capacità nuova. Saltare la corda [solo all'indietro]
Una cattiveria nuova. Esistono persone dal livello intellettivo inferiore.
Un sentimento nuovo. Il terrore.
Una storia nuova. Molto forte, incredibilmente vicino.
Un odore nuovo. Infasil deodorante.
Un gusto nuovo. Cumino.
Un posto nuovo. La Moschea Blu.
Un'idea nuova. Ritrovarsi la scuola bruciata non è per niente bello.
Un'esperienza sessuale nuova. I baci sulle orecchie.
Asyetta
..scribacchiando alle 17:01
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| AMORE E ODIO |
Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.
Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola
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