| ABOUT ME |
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Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici.
Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.
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| ABOUT THIS BLOG |
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E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina? Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..
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Layout & header image: Valentina
[Giusto qualche modifica fatta da me]
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YOU ARE A PINKY |
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You are fiercely independent Possibly downright weird.
A great communicator You can get along with almost anyone.
You are kind and sympathetic. You support all your friends and love them for who they are.
You get along well with: The Ring Finger
Stay away from: The Thumb
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[domenica, 28 ottobre 2007]
Sono già le 23.
Sto bene, ho le mani quasi calde. Sto aspettando che Giulia spenga la sua sigaretta per tornare a sparlare liberamente con lei. (Non con la sigaretta spenta, con Giulia)
Sto ascoltando If you are going to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hair.
Adoro la mattina fare colazione mentre mia nonna cucina e racconta le storie di se stessa e dei suoi fratelli, commenta e lancia qualche invettiva sulle notizie del giornale che sto sfogliando, ridacchia e da' un altro colpo di mestolo a quel che bolle in pentola.
C'erano un paio di nuvole, e Lore si è ricordato di aver comprato il terriccio per far crescere una pianta carnivora. Il mio vasetto l'ho lasciato a Fauglia: appena qualcuno va' laggiù lo incarico di riportarmelo e tradurremo le istruzioni e coltiveremo la Fly Trap (trappola per mosche). Che non crescerà mai.. Eppure l'idea ci aveva reso felici e vergognosi di un simile acquisto ai Kew's Garden in London lo scorso Luglio. Tornerò a Londra.
Per ora tornerò su Msn.
Asyetta
..scribacchiando alle 23:18
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[giovedì, 25 ottobre 2007]
It's rainy.
Lasciate perdere l'aspettativa di cui sotto: dell'assuefazione ho scritto con l'inchiostro, è su qualche foglio che svolazza. E adesso chiedetevi quali siano le sue ali - naturalmente se solo vi interessa. Lore mi ha appena lanciato una partita a dama. Forse questo post non deve essere scritto.. Ieri se premevo Backspace andava indietro la pagina al posto di cancellare. Oggi pomeriggio sono stata richiamata all'attenzione di un episodio dei Simpson che iniziava come Forrest Gump. Stavo ascoltando Civil War anche se non c'è niente di civile in una guerra. Adesso sto ascoltando un vecchio contadino, l'indio e il mendicante, l'ortica del tuo giardino. Sono reduce da una doccia vaporosa, dalla quale uscire è stato camminare in mezzo ad una nuvola. Ho due omini di lana, viola e celeste, legati per la vita, si amano appesi l'uno all'altro, danzano in un bacio - e ora la smetto sennò il blog inizierà a traboccare miele, i visitatori rimarranno invischiati alle parole e mi toccherà raccoglierli con il cucchiaino, forse saranno troppi e dovrò usare il cucchiaio. E quest'ultima azione non mi va. Ho smesso di usare il cucchiaio da anni, è una fisima. Se ho un brodo mi ostino a mangiare il solido possibile con la forchetta prima di concedermi al cucchiaio. E ora sapete anche del mio problema a tavola.
Asyetta
..scribacchiando alle 21:31
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[domenica, 21 ottobre 2007]
Assuefazione.
[bozza da pubblicarsi. Forse domani pomeriggio. Intanto vi lascio il titolo.]
Asyetta
..scribacchiando alle 23:18
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[sabato, 20 ottobre 2007]
Frontière.
L'omino di plastilina arancione si sveglia nel suo mondo e incontra l'omino di plastlina verde. All'inizio i due si scrutano. Si specchiano. Si fanno le boccacce. Si scambiano un paio di occhiate. Nessuno dei due cede il passo. Piuttosto, iniziano a costruire un muro. Alla stessa velocità, nella stessa direzione. A distanza di un passo. Per tentare di scavalcare l'altro, per non chiudere una stanza, si creano gli angoli. Spigolo spigolo spigolo disegnano confini su tutto il mondo. Il labirinto si chiude. Nessuno può uscire. Tornare indietro vuol dire ritrovarsi nello stesso punto. Andare avanti significa ripercorrere la stessa strada. Un urlo. Un grido. Sono gli stessi, entrambi sono rinchiusi nella stessa situazione. Non si scrutano nè si scambiano più, ma continuano ad essere l'uno lo specchio dell'altro.
Asyetta
..scribacchiando alle 13:49
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[venerdì, 19 ottobre 2007]
Sono io che devo decidere quando smettere di scrivere qui, non un disegno di legge del Governo che prevede la chiusura dei blog se non diretti da un editore e coadiuvati da un giornalista nonostante siano esenti da fini di lucro.
Asyetta
..scribacchiando alle 20:45
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[mercoledì, 17 ottobre 2007]
Una scatola di matite colorate in un cassetto.
Ho un'incredibile voglia di disegnare (ho appena realizzato di dover fare disegni di tecnica, la cosa è infelice). Ho un gran numero di cose da fare, dentro all'enorme sacco di juta che mi porto sulle spalle. Forse è per questo che mi fa male la schiena. Oppure è colpa dei banchi a scuola troppo bassi rispetto alle sedie troppo alte. Un'altra causa potrei darla agli esercizi di teatro e quelli di educazione fisica. ..Ma chi prendo in giro? A ginnastica faccio di tutto per evitare l'attività motoria. Però sono contenta. Senza rancori senza remore senza sensi di colpa. In realtà un pochino perchè trascuro tante persone. Però mi manca il tempo, non posso evitare certe cose e tra le altre devo scegliere. Mi piacciono le persone che insistono. Non i rompipalle. Chi insiste perchè crede in quello che fa, e continua finchè non riesce a trasmetterti il suo entusiasmo. Ora mi metto a studiare - forse se lo scrivo e lo ripeto alla fine lo faccio davvero.
Asyetta
..scribacchiando alle 20:21
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[domenica, 14 ottobre 2007]
Quaderno dei Sogni.
I posti di dietro della 500 Fiat (modello vecchio, color grigio piccione) erano una cella frigorifera con quattro posti a sedere. Mia mamma guidava e io e mia nonna siedevamo dietro. Stavamo facendo un giro sulle Piaggie.
Io e Simone eravamo andati in una piscina pubblica all'aperto in stile Villaggio Vacanze. Dopo esserci tuffati dal trampolino io iniziavo a vedere le stelline e non tornavo su. Però non aveva l'aspetto di un incubo, era una cosa normale e anzi, dopo Simone mi prendeva in giro per non essere risalita subito, e io gli rispondevo arrabbiata dicendo che era normale che fosse successo così perchè ero svenuta.
Sono su un aereo e nel biglietto è previsto che io mi debba buttare con il paracadute. Salto e lo apro. Dopo un po' arrivano tutti quelli che erano sull'aereo che fanno le capriole in aria e rimpiango di aver aperto il paracadute subito, perchè avrei potuto aspettare e divertirmi così anche io. C'è anche Lore, che è tutto contento e canticchia, con il paracadute aperto. C'è anche una squadra di ragazze pompon vestite di rosso e di blu, con un cartello "Quando ti butti con il paracadute, la nostra compagnia aerea vi offre l'intrattenimento"
Sono al ViedoVip con Fede, e passiamo davanti ai dvd dello "Squalo". Leggo che il regista è "Alessandro Maiano", mi volto verso Fede e gli dico "Guarda Fede.. E' il papà del Maiano?" E Fede annuisce "Come, non lo sapevi?"
Asyetta
..scribacchiando alle 10:26
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[domenica, 07 ottobre 2007]
questo Sogno.
Mi va qualcosina da mangiare.
Niente di impegnativo. Biscotti, dolcetti, patate che ridono, minicordonbleu in un sacchetto. Un divano, azzurro, soffice e voluttuoso. Larghi pantaloni di cotone giallo, e una maglietta dalle maniche troppo lunghe. Briciole di quello che sto mangiando a darmi sicurezza. Cuscini. Non mi va di stare da sola, vorrei che ci fosse qualcun altro nella stanza. Persiane socchiuse, raggi di sole che filtrano. Piedi scalzi e gambe piegate. Fuori ogni piastrella si arroventa, le pareti di intonaco bianco si isolano da questo gioco. Qualcun altro sul divano con me, che poggia la testa sulla mia pancia. I bambini godono del contatto fisico, anche io. Chi racconta una storia fa un regalo alle persone. Se devi parlare, fallo in un sussurro. Ho rotto tutti gli orologi perchè potessimo fare buon uso del tempo. Qui ci sono delle stelle gialle in gommapiuma. Prendile: Uno, Due, Tre, Quattro, Cinque. Lancia, attendi un attimo, lancia ancora una volta, afferra, ascolta, riprendi. Fa' da saltimbanco per un sorriso e per le fusa del gatto che si strofina sulle caviglie, fa' tintinnare il campanello e suonare l'unica musica che mi va di ascoltare.
Asyetta
..scribacchiando alle 19:12
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[martedì, 02 ottobre 2007]
Abitante di Waknuk.
Devo capire, è per questo che tutto quel che ho non basta.
Ho cucito quadratini di velcro su quattro magliette, ho discorso di croci bianche e università. Ma hanno distrutto tutte le mappe, e non conosco la strada. Però pensiamo che gli altri come noi vivano qua fuori da qualche parte, vogliamo andare da loro e trovarli. Anche se oggi abbiamo dato dimostrazione di come non vada fatto uno spettacolo. Ho un paio di occhiali nuovi, color fuoco. Mi sono affacciata a un balconcino ed ho chiesto cosa ci fosse che non andasse. Mi manca quella persona che i primi giorni diceva me essere una droga ed io non la capivo. Sia io che Rachel che Joseph prendiamo le caramelle balsamiche trovate lungo il percorso e ne facciamo segreto. Volevo che Mark fosse nel nostro trio. Ora ascolto i Modena con i capelli che profumano di argilla e anice. Strane accoppiate negli shampii. Perchè il plurale di Shampoo in italiano è Shampii, vero? Sono stanca, per questo sono euforica. Sono io alla potenza di un numero n. Domani metterò dei vestiti neri e una fascia a mo' di corsetto per mostrare l'orgoglio della purezza. Nero perchè le persone sono a disagio a indossare un colore che attiri l'attenzione. A me mette angoscia il nero. Non respiro più e svengo. (o forse è stata colpa della fascia stretta troppo?) Iacopo continuava a ripetere "E ora come stai?" mentre David mi faceva il solletico e mi tirava pezzetti di cibo prima di sporcarmi la mano di sangue. Alla fine uscirò e cambierò, per interpretare una donna del margine, con pantaloni di taglie e tagli più grandi e una camicia patchwork.
Andrò a prendere gli applausi, sarò la prima il dì seguente a dover ricominciare, per il personaggio che ho scelto da più tempo di aiutare.
Se sopravvivo entro in scena Giovedì sera e metto l'ultimo ciocco nel camino tenendo Rosalind per mano, che mi ha chiesto di prestarle la voce, il corpo e le emozioni per raccontare davanti ad un centinaio di persone la sua storia.
E se sono disposta a farlo non potrò farlo male.
Ripeto il mio sogno da sedici anni, in una stanza piena di calore amore e fiducia, condivido il mio segreto con altre cinque persone, ma ho bisogno di arrivare in fondo. Nascondermi, strappare la mia croce e incontrare chi un tempo ha abitato Waknuk ma come me ha avuto bisogno di andarsene. Siamo telepati, le nostre menti sono libere e viviamo nell'ostruzionismo. Non possiamo continuare a vivere qui.
E così è stato ogni pomeriggio da un mese a questa parte, e questo è quel che mi ricorderò.
Asyetta
..scribacchiando alle 22:05
Qualcuno ha forse lasciato commenti (3)?
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| AMORE E ODIO |
Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.
Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola
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