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Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici.
Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.
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E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina? Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..
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[mercoledì, 30 maggio 2007]
Sacrificio a Dioniso.
Regolamento: 10 persone muoiono contemporaneamente alle 23.23 del 23 Maggio 2007, sacrificandosi a Dioniso, dio del vino, del teatro e del sesso.
Non ho mai guardato gli occhi di un'altra persona: non perchè fosse troppo difficile o non ne avessi avuto il coraggio. Niente del mondo ho visto. Ho toccato, annusato, assaporato e ascoltato, ma sono nato cieco. Non ho conosciuto i colori, ma ho avvertito la luce nella forza di Dioniso. Ricordo la mia infanzia, coccolato dai genitori ma segregato nell'incapacità di vedere alcuna forma. Il mio apprendimento è stato più difficile che per gli altri, mi è mancata una parte di esperienza, ho dovuto integrare con l'immaginazione.
A 16 anni sono stato alla festa di compleanno di un mio compagno, quello stereotipo che per mostrarsi al mondo come sragionevole ribelle fa scorrere fiumi di alcool e fumi di marijuana senza realmente comprendere il valore mistico dei vizi. Lì mi è stata aperta la porta del mistero: l'abuso dei rituali sacri da parte di stolti mi ha condotto nelle braccia del dio. Una blasfemia per portare tra le file dell'essere superiore un cieco come me, e farne profeta. La mia prima sbronza - qual vile parola per definire l'entusiasmo divino - ed ecco Dioniso parlarmi, descrivere le sue profezie e annunciare il mio decesso in suo nome. Risposi, e mi dette un anno per diffondere la sua parola. Oggi è il 23 Maggio, ho 17 anni. E' il momento di morire. Ho fallito la mia missione: se fossi riuscito a spargere meglio il culto dionisiaco, avrei avuto la vita eterna. Invece sono diventato un menomato visivo che portava i ragazzi ad aumentare il novero degli ubriaconi. Mia punizione, bere finchè il collasso non mi ha portato alla morte. Non ho mai visto nulla, ma ho visto la luce di Dioniso spegnersi. non ho iniziato nessuno all'unico culto supremo, per mia mancanza. Non mi è mancata solo la vista.
Asyetta
..scribacchiando alle 20:22
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[lunedì, 28 maggio 2007]
Questo il mondo fa girar.
Mio fratello è molto saggio. Quando sono andata in Egitto avevamo inventato svariate storie di una scimmia con le braccia scorrevoli (gliene tiravi uno e l'altro si accorciava. Funziona con tutte le scimmiette attaccate alle borse Kipling delle mamme. Provate, ma attenti a non farvi scorgere, rende le madri molto nervose.) Questa scimmietta incontrava molti animali, che erano tutti molto saggi. Ma mio fratello non è un animale, anche se pure lui rideva di queeste storielle, io avevo nove anni, o forse otto. Però ero sicuramente in quarta elementare. E c'erano Matteo e Andrea, e siamo andati nella Valle dei Re (non a vedere le piramidi perchè erano troppo lontane, noi stavamo a Hurgada). Le tombe da visitare erano tre, quella di Tutankhamon era chiusa. (che gita in Egitto è stata, niente piramidi, niente Tutankhamon? Ma ero felice uguale) La seconda tomba prevedeva ottomila (il numero è fittizio, ma molto simile alla realtà) gradini in salita lungo la parete rocciosa, e altri ottomila in discesa, in un cunicolo sempre più angusto e dall'aria irrespirabile. La guida si era rifiutata di andare a visitare quella tomba, che era una macchina per dimezzare il numero di turisti. E la guida lo sapeva. Per aver ripetuto le precedenti 5 parole in numero pari al novero dei gradini, Andrea ha tentato di strozzarmi. E poi insieme a Matteo avevamo preso i chupa-chups che coloravano la lingua. Adesso che ci penso, non ho mai avuto particolare antipatia per i bambini figli degli amici dei miei genitori. Anzi. Sono stata una bimba fortunata, oppure molto simpatica. Non mi piace usare le parentesi, però non ho voglia di pensare a come sostituirle. Mai stata meglio in mezzo a queste parentesi.
Asyetta
..scribacchiando alle 18:35
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[venerdì, 25 maggio 2007]
Albero di nespole.
Ieri ero intrattabile. Però sul retro della scuola c'è un nespolo: i rami sono piegati dal peso dei frutti. Sono buonissime, sono l'essenza della felicità. Poi c'è caldo, e questo mi impedisce di reagire lasciandomi la forza di arrabbiarmi. Sono stanca e alterno momenti di perfetta tranquillità alle crisi isteriche. Non riesco più a trovare un equilibrio, mi crogiolo tra il suono di una risata e quello dei sassolini che sdrucciolano sotto le scarpe un attimo prima di cadere. Domani c'è compito, ci sono altri compiti, sono nella solita situazione in cui ho troppe cose da fare e perdo tempo facendone altre totalmente futili. Credo che tirerò fuori il ventilatore dallo sgabuzzino. Stanotte ho sognato che andavo all'acqua park. Mio cugino non mi risponde, è snervante. Piccolo nerd. Ti vengo a trovare cuginetto. Aspetta solo altre due settimane.
Asyetta
..scribacchiando alle 20:26
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[domenica, 20 maggio 2007]
It's formattone time.
La boccetta di china è rimasta aperta, si seccherà quel liquido nero e diventerà inutilizzabile. Ho sistemato il computer, ma continua ad attrarmi di più il vecchio sistema per tentare di dissipare il groviglio dei miei pensieri.
A cominciare dal fastidio che mi dà schiacciare "Invio" al posto della "ù" perchè avendo cambiato tastiera i due comandi corrispondono a posizioni diverse.
Formattare è stato troppo facile.
Tendenzialmente mi fido delle persone, e perdo sempre. Mi è accaduto tante di quelle volte di sbagliarmi, che ormai è ordinaria amministrazione: quando succede il contrario divento inquieta. Quando mi butto credendo che ci sia qualcuno dietro che mi afferra e invece mi sfiguro il volto so che dopo devo andare al pronto soccorso e dare meno confidenza a chi avevo pensato vanamente mi desse una mano.
Se mi lascio andare e mi fermano davvero, giusto in tempo, allora mi volto indietro spaesata.
Non ci sono abituata, non so come ci si comporta.
Prime gocce di acqua salata dopo otto mesi e nove giorni. Non fosse per gli scogli, e l'alluce sinistro segnato.
Asyetta
..scribacchiando alle 22:58
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[giovedì, 17 maggio 2007]
Vita.
Fonte di vita, droga, Internet, computer. Da sola davanti alla mia tossicodipendenza, formatterò il pc e tornerò a incantarmi davanti alla scatola dei sogni. Oggi vendevano la macchina per fare lo zucchero filato, che secondo me è azzurro, anche se a razionalmente pensarci non ho mai visto alle fiere una dolce nuvoletta di quel colore. Di solito sono bianche, tutt'al più rosee. E' tornato il professore Cozza. Pensavo di avere qui la filastrocca sugli elefanti che si dondolavano sul filo di una ragnatela, invece è sull'altro computer. Pensavo di postare quella, ma non mi va di alzarmi e di trasferirla qui: sono un disastro a organizzare le cose.
Asyetta
..scribacchiando alle 20:54
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[venerdì, 04 maggio 2007]
Dove sono andati?
Perchè prima mi nascondo e poi mi lamento di averlo fatto troppo bene, ché nessuno mi cerca o mi trova?
Passa in rassegna le possibili scuse che può dire pur di tacere la verità. Soprattutto l'ultima. Giustificazioni per chi manca di coraggio, e forse anche un po' di fantasia.
Quando la morte mi chiamerà forse qualcuno protesterà, dopo aver letto nel testamento quel che gli lascio in eredità: non maleditemi non serve a niente tanto all'inferno ci sarò già.
Deja vu.
Non va bene. Per ora va bene così, mi preoccuperò il più tardi possibile. La prevenzione è utile solo in medicina.
Asyetta
..scribacchiando alle 16:08
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[mercoledì, 02 maggio 2007]
Oggi a scuola ero contenta. Sarò stato tutto quel sonno, anche se di solito mi fa l'effetto contrario. O forse è il Mercoledì. Anche se ha assolto le sue funzioni da Mercoledì solo fino alle cinque e diciassette. Mentre tornavo a casa l'altezza del sole era perfetta per celare alla mia vista i luoghi dove ponevo piede.
Domani c'è scuola, dopodomani anche, basta, non ne posso più. Dovrei fare qualcosa di più costruttivo, non ho nè coraggio nè voglia.
Mi sa che il pc grande va formattato.
Quando mi agito in modo esasperante, esaurito tutto, il mondo mi sembra meraviglioso. Basta solo farci l'abitudine.
Asyetta
..scribacchiando alle 19:35
Qualcuno ha forse lasciato commenti ?
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| AMORE E ODIO |
Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.
Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola
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