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Credo che la vita sia uno spettacolo di fuochi d'artificio. All'inizio bassi, poi sempre più maestosi, alti e scenografici.
Qualcuno scoppia prima di spiccare il volo, ma quelli che raggiungono il cielo sono sempre i più numerosi e i più belli.
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| ABOUT THIS BLOG |
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E' forse necessaria una descrizione, una qualsiasi introduzione per invogliare qualsivoglia passante a fermarsi in questa pagina? Se davvero volete avere una mia opinione sul blog, non avete che da leggere quel che sta scritto nella colonna al centro..
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You get along well with: The Ring Finger
Stay away from: The Thumb
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[sabato, 30 dicembre 2006]
Lupo Mangia Frutta.
Io non odio mele pere e banane, ma quando guardi nella coppa della frutta ci sono sempre. In tutte le stagioni: non hanno mai una cattiva annata, non svaniscono qualche mese per ritornare ai successivi Marzi o Ottobri. Non sono in via di estinzione. Non so quanti facciano caso a questo, ma personalmente sono infastidita dal trovarmeli sempre fra i piedi.
Sono così banali che giocando a Lupo Mangia Frutta nessun pargoletto li sceglie, temendo di esser chiamato al primo tentativo della nera belva feroce se si azzarda a seguire tale via. Devi essere davvero un rivoluzionario per decidere di essere il bimbo Mela. La testa di un mio amico assomiglia ad una Banana. E non mi farò mai una Pera in vita mia, non sono così deficiente. Però non voglio che questo post diventi un intervento salutista. Heidi era il mio cartone preferito da piccola, lo guardavo la mattina prima di andare a scuola.
Quest'usanza di fare i cartoni alle sei di mattina per quei nanetti che si svegliano presto e aspettano che i genitori gli preparino la colazione e la cartella è morta, però mi ricordo che quando avevo cinque anni guardavo Pingu e le avventure di un topo che sembrava Gigio e abitava in un tombino prima di essere trascinata fuori di casa verso quel grande edificio dove ti insegnano un sacco di nozioni interessanti, come leggere senza balbettare e contare senza usare le dita. Adesso mi sveglio e in meno di dieci minuti sono vestita e sto pedalando su lung'Arno, con le cuffie nelle orecchie, contemplando con più attenzione il cielo che la strada, seguendo l'umore che mi trasmette la canzone che capita nell'ascolto random.
Ho un anello con una farfalla azzurra e tanti brillantini. Dopo aver sbucciato il mandarino te ne rimane il profumo sulle dita per ore. Goccioline odorose cadute dalla scorza sulle mani.
Asyetta
..scribacchiando alle 20:48
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[venerdì, 29 dicembre 2006]
Look into your eyes. Tell me how do you feel.
Sono le undici passate. Nero, nero nero. La lampada illumina un ovale sopra la scrivania, lo schermo, la stampante e le casse. Il resto è in ombra. Il masterizzatore ha lasciato andare School of rock. No, non inveitemi contro perchè non l'ho ancora visto. Però stasera ho intenzione di farlo. Anche se è tardi.
Sono gli ultimi giorni del 2006. Perchè diamo tutta questa importanza al cambio di data? E' veramente questa che ci condiziona? Il Pigna ha qualcosa in comune con Eminem, però non saprei dire cosa. Forse l'espressione. Quando riprendo il cellulare in mano dopo tanto tempo gli faccio le moine e le coccole, nel momento in cui mi accorgo che nessuno si è degnato di fare squilli o mandare messaggi lo insulto e lo scaravento da qualche parte. Di solito sul letto, superficie morbida, evita i graffi e di fare troppo rumore quando cade.
Detesto i rumori troppo forti, mi stordiscono e mi danno noia alle orecchie. E poi mi prendono tutti in giro perchè quando parlo al telefono con le persone le saluto agitando la mano, come se potessero vedermi.
Sono del tutto inadatta a badare a me stessa, se dovessi vivere da sola non me ne accorgerei nemmeno, e finirebbe per accadermi qualcosa di grave. Sono troppo distratta. E non faccio niente per evitare di esserlo. Non mi limito in alcun modo, a volte parlo troppo. Non trattengo le parole. Anche se credo di essere cresciuta in quest'anno, oppure invecchiata, dipende dai punti di vista. Ho fatto tante cose. Ne ho imparate altre, ma forse non tutte le lezioni che avrei dovuto trarre dall'esperienza.
E ascolto sempre la stessa canzone però. E ho bisogno tanto di vedere le stelle. Evitate di colpirmi in testa, per favore: cerco un altro tipo di astri.
Asyetta
..scribacchiando alle 23:41
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[giovedì, 28 dicembre 2006]
Cerchiamo un posto dove andare a festeggiare Capodanno? Io amo Capodanno, viva Capodanno.
E abbasso tutti quei discorsi su bilanci annuali. Il mio 2006 si salva sul finale.
Asyetta
..scribacchiando alle 16:29
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[mercoledì, 27 dicembre 2006]
Passeggia per la città addormentata, alle dieci di mattina, quando ancora tutti sono nei loro letti, il giorno dopo la festa. Non c'è nemmeno un'anima in strada, non c'è neanche una nuvola in cielo. Se alzi gli occhi vedi tutto azzurro. Più scuro in alto, più chiaro se abbassi lo sguardo. Da' l'idea di star fissando dal centro di una stanza un soffitto a forma di cupola. Porta a Lucca è un varco dimensionale, una volta oltrepassato potresti ritrovarti in un modo incantato. Ed i rari passanti si trasformano in folletti, nani, fate e lepricaoli (o come caoli si scrive). Tutti i negozi sono chiusi. L'aria è gelida. Il sole splende. Se ci fosse qualcuno in mezzo alla strada, direbbe che anche noi due siamo splendidi. Pisa non è brutta. Potrebbe essere bellissima, ma la tengono male. E' tutta colpa di Fontanelli. Che in realtà è Babbo Natale. Ma se il sindaco di questa città è cattivo, vuol dire che anche il Babbo è cattivo? No, non può essere. Mi ha portato un regalo bellissimo. Chissà che azione buona che ho fatto per meritarmelo. Camminare mano nella mano con Fabio. Grazie a tutti quanti, grazie soprattutto ad Annick.
Asyetta
..scribacchiando alle 16:11
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[martedì, 19 dicembre 2006]
Ah Romeo, non giurare sulla luna, poichè è incostante, e cambia faccia ogni mese nel suo girare, e perchè l'amore tuo potrebbe come lei dimostrarsi volubile e mutevole. Sospira Giulietta appoggiata alla balaustra del suo balcone. Sarà per questo che le persone, quando hanno gli sbalzi d'umore, vengono chiamate lunatiche? Questo è Shakespeare, è il Drammaturgo, è la Perfezione. Scordatevelo voi povere mortali. Non riuscirete mai a scrivere una cosa del genere.
Scusa Fede, ma non avevamo in mano le chiavi della porta che, una volta spalancata, svela l'Onnipotenza? Allora non potrei anche io un giorno scrivere come quel seicentesco teatrante? Gioca con le parole. Rompi gli schemi, oppure ricamaci sopra fino a trasformarli nel tuo capolavoro personale. Bisogna essere leggermente megalomani per fare gli scrittori, possedere un pizzico di vanità e amor proprio. Solo allora, impugnando una penna, potrai divenire autore di qualcosa di interessante. Esiste la possibilità che nessun altro giudichi valida la tua opera, ma se nel momento in cui l'hai scritta l'hai apprezzata, ti basta solo il tuo parere.
"Affogo il mio dispiacere nel caramello" bofonchio con il cucchiaino stretto fra le labbra. Gli scuranti sono accostati, filtra qualche raggio di sole, ma fa troppo freddo per spalancare la finestra. Le cose vanno male. Le cose vanno bene. Dipende da quale aspetto vuoi che guardi. Davanti a me c'è il barattolo di gelato, e il termostato segna 17 gradi. "Solo un folle, con il mal di gola, si tormenterebbe in questo modo." Ma è arrivata quella telefonata, che mi ha distrutto. "Perchè devo cercare di recuperare una cosa che sta iniziando ad andare male?" Non si chiama perfezionismo. Si chiama arrendevolezza. Non smetti di fare qualcosa perchè ti sta venendo male e vuoi che sia perfetta, ma perchè non vuoi sprecare energie nel rimediare all'errore. Ricominci da capo e rifai, sperando che la seconda volta vada meglio. Ma qualcuno dirà che c'è un modo migliore.
Asyetta
..scribacchiando alle 13:45
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[lunedì, 18 dicembre 2006]
Mi sa che non è stata una buona idea starsene sotto la pioggia Sabato sera. In testa avevo un cilindro. Era nero e aveva dei teschi disegnati sopra. Era impermeabile. Era di una delle numerose e adorabiilinsopportabili cuginette di Onnie. Mi stava bene. Di tutte queste qualità però, nessuna è servita a tenere lontani il freddo e l'umido. Ieri pomeriggio l'ho passato a letto, con il raffreddore e il mal di testa.
Però mi sono divertita, anche se sono una frana a tirare le freccette ed ho rischiato di mutilare lo zio che presiedeva accanto al tabellone. Con il tiro a segno me la cavo leggermente meglio. Però non puoi mettermi una chitarra elettrica al collo e poi lasciarmi lì, in mezzo al piazzale, dicendomi solo come suonare un accordo.
Dovrei finire il disegno, lo so. E' incredibile quante persone stiano a casa la mattina, al posto di andare a scuola. Non guardate me, io stavo male ieri.
Una partita di biliardo raccontata dagli occhi della pallina bianca. Ce l'ho in mente, ma non riesco a scriverla.
Tutte le volte che mi impegno nel fare qualcosa a cui tengo, va male. Malissimo.
Solo se sono disinteressata o non la considero una questione degna di nota la faccio con esiti splendidi.
Asyetta
..scribacchiando alle 12:25
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[domenica, 03 dicembre 2006]
Voglio andare a pattinare. Mettermi quegli scarponi con sotto la lamina di ferro e scivolare sul ghiaccio. Ho usato il verbo scivolare giust'appunto per sottolineare le numerose cadute che mi vedranno protagonista Ma non importa ritrovarmi con li sedere per terra, mi piacciono i pattini. La pista è dietro casa, è montata. Ma fa troppo freddo oggi.
E nei giorni a seguire devo andare a scuola. Scuola di pomeriggio, ancora. Non ne posso più. Ho le dita fredde, sempre fredde. Mi si sono spezzate le unghie, detesto quando succede. Ecco, tra le cose che un uomo non potrà mai capire c'è la difficoltà di farsi crescere le unghie, resistere alla tentazione di mangiarle e mettersi lo smalto sulle dita della mano destra usando la sinistra, evitando di fare un disastro. Ma che discorsi profondi oggi
Amo il telefono fisso, è l'invenzione più bella del mondo.
Riconoscere e ammettere autonomamente di star facendo una cazzata ci rende forse migliori di chi agisce incosciamente?
Possiamo giustificarci quando ci comportiamo male se siamo consapevoli di fare una cosa sbagliata?
O nel momento in cui ci rendiamo conto di compiere un atto da deficienti risultiamo più stupidi se continuiamo nella nostra azione?
Cosa sono queste note di pianoforte, è De Andrè, ma non riconosco la canzone.
Non sopporto le Domeniche pomeriggio buie e fredde, sono già le 16 e 36 e sono sempre al computer, da quando mi sono svegliata. Mamma, scusami. Lo so bene che il nostro rapporto non è granchè, ed è anche colpa mia.
Voglio mangiare qualcosa, andrò giù in cucina a mettere cibo sotto i denti. Di quello cattivo e non genuino, fuori pasto che fa solo aumentare la circonferenza della mia pancia. Stanotte ho sognato di essere incinta. Mente contorta. Queste mattine faccio sempre più fatica a lasciar stare il letto. Aaah, ma windows media player è chiuso, ma il computer suona lo stesso. Non si è chiusa l'applicazione. Stupido computer, sempre a dare problemi.
Quando torno su mi guarderò un film, sotto il plaid con gli animaletti. Ma ora finisco di ascoltare i Modena. Mettono sempre un sacco di allegria. Viva la musica che esce dai loro strumenti.
Ho conosciuto una persona che ama la musica più di ogni altra cosa, ed è convinto che gli strumenti abbiano un'anima. Adoro ascoltare le meravigliose visioni altrui della vita.
Come mi sento meglio nel momento in cui scrivo. Non so se capita anche a voi. Però vi voglio bene se siete arrivati a leggere fino in fondo.
Asyetta
..scribacchiando alle 16:47
Qualcuno ha forse lasciato commenti (6)?
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| AMORE E ODIO |
Amo Il sole, andare in bicicletta ascoltando la musica, guardare le stelle. L'acqua calda, il tè, le seadas, gli abbracci. Sapere di essere l'unica sveglia a girare in casa la notte a luce spenta. Un po' meno prendere le botte perchè al buio non vedo nulla, una telefonata, ridere veramente a lungo per le cose veramente stupide. I sorrisi, i piccoli oggetti dal valore nullo ma dal significato profondo, guardare il fumo dell'incenso come si arricciola salendo verso l'alto. Piangere guardando un film, leggendo un libro o ascoltando una canzone. Nuotare a largo, la sabbia, il dentifricio dei bambini piccoli, dormire. Tutto.
Odio Uhm. Le melanzane, essere interrotta se faccio un disegno di tecnica, il rumore che fa la gente quando mastica, come se in bocca avesse una cingomma. Mettermi qualsiasi tipo di cappello, ignorare involontariamente ed essere ignorata. Lamentarmi per qualcosa credendo di essere una vittima, per poi capire che in fondo non ho nulla da lamentarmi, anzi. Il pessimismo, la pioggia, gli scogli. L'ipocrisia, il grigio, il rumore che fa il polistirolo scricchiolando. La dipendenza, quando non mi accorgo neanche di fare del male. Oppure quando me ne accorgo, ma non so come smettere. I peperoni, svegliarmi presto la mattina, chi sa scrivere troppo bene e chi troppo male. Nessuno in realtà. Il BIP di avviso dei Motorola
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